Il Segretario Provinciale del SAP di Reggio Calabria, Pasquale Toscano, denuncia con una nota che la chiusura dell’unico Presidio di Polizia ad Arghillà, inspiegabilmente lasciato inutilizzato, ha determinato gravi conseguenze in termini di ordine pubblico, in un quartiere da sempre considerato ad alto rischio, segnato da fenomeni di illegalità diffusa e dalla presenza della criminalità organizzata. «Il SAP denuncia una insostenibile situazione di degrado, di incuria e di disagio sociale, nel quartiere Arghillà, situato alla periferia nord di Reggio Calabria. Nel corso degli anni, fino al 2006, con il completamento dello sgombero dell’ex caserma della Polizia 208 e del lazzaretto, le famiglie ROM sono state trasferite ad Arghillà o si sono trasferite autonomamente, occupando gli spazi e gli immobili rimasti vuoti. Oggi il quartiere Arghillà è diviso in due aree ben distinte: Arghillà sud, con una popolazione di circa 3000 abitanti, caratterizzata da villette, da un asilo e dalla chiesa di Sant’Aurelio e Arghillà nord, con case popolari dove vivono altre 3000 persone, tra cui: cittadini italiani, cittadini stranieri e famiglie ROM», lo ha dichiarato il Segretario Pasquale Toscano.
Notte movimentata sul lungomare di Porto S. Giorgio, dove due ragazze sono state aggredite e rapinate da un gruppo di giovani. Il fatto è avvenuto intorno all’1:30 di Domenica: le vittime, minacciate e strattonate, sono state derubate di due collane d’oro. Un ragazzo intervenuto in loro difesa è stato colpito alla testa con una bottiglia.
All’arrivo della polizia, una quindicina di giovani ha accerchiato gli agenti, sferrando calci all’auto di servizio. Nonostante la tensione, i poliziotti sono riusciti a ristabilire l’ordine e a identificare i presenti. Il ragazzo ferito è stato portato in ospedale, ma non è in gravi condizioni, così come le due ragazze.
Duro l’intervento di Alessandro Patacconi, Segretario provinciale del SAP: “Essere aggrediti mentre si presta servizio è gravissimo. Le pattuglie rappresentano lo Stato: attaccarle significa attaccare tutti noi. La violenza contro le forze dell’ordine non può essere tollerata, e una sola volante non basta più a garantire la sicurezza”.
“La sicurezza è un diritto fondamentale, non uno slogan da agitare in campagna elettorale”.
È il duro attacco lanciato da Massimiliano d’Eramo, segretario provinciale del SAP di Ascoli Piceno, che denuncia lo scollamento tra la retorica politica e la realtà vissuta quotidianamente dagli agenti.
D’Eramo accusa la politica di occuparsi del tema solo in vista delle elezioni: “Dopo proclami e vertici convocati in fretta, cala il silenzio. Ma intanto le forze dell’ordine affrontano ogni giorno violenza urbana, criminalità organizzata, aggressioni e carichi di lavoro insostenibili, con organici ridotti e un’età media sempre più alta”.
A livello locale, il SAP sottolinea che la provincia è sotto monitoraggio costante, ma servono investimenti strutturali: “Non basta più il sacrificio degli agenti. Servono assunzioni, tecnologie, formazione e norme chiare per difendere chi serve lo Stato”.
E l’appello finale è rivolto a tutte le forze politiche: “La sicurezza non può essere solo una bandiera da sventolare. Servono fatti. Lo dobbiamo ai cittadini”.
“La chiusura rappresenta l’esempio concreto dello slogan polizia tra la gente e l’atto finale della morte annunciata di un presidio depotenziato fino a ridurlo a contenitore vuoto e inutile”. Sono queste le parole del Segretario regionale del SAP del Friuli Venezia Giulia, Lorenzo Tamaro, intervenuto dopo la decisione di chiudere lo storico presidio di polizia a Trieste.
«La stazione Centrale, come altre zone del capoluogo lombardo, stanno diventando luoghi sempre più pericolosi. Una pistola portata all’interno di un treno con centinaia di passeggeri a bordo è un segnale allarmante da non sottovalutare» lo ha dichiarato il Segretario provinciale del SAP di Milano Massimiliano Pirola, dopo l’arresto di un cittadino italiano di 34 anni, con precedenti penali, che stava salendo su un treno direzione Bergamo con una pistola calibro 7,65 all’interno dello zaino.
Dopo la brutale aggressione a un turista emiliano avvenuta mercoledì notte a Porto Sant’Elpidio, il Sindacato Autonomo di Polizia denuncia una situazione ormai “insostenibile” sul fronte della sicurezza. A lanciare l’allarme è il Segretario provinciale Alessandro Patacconi, che chiede “rinforzi immediati” e un piano straordinario per far fronte all’escalation di violenza nel territorio fermano.
Il sindacato segnala gravi carenze di organico alla Questura di Fermo: su 164 agenti previsti, solo 142 sono effettivi, ma molti sono assegnati a incarichi non operativi. In centrale operativa, ad esempio, operano solo 4 agenti per turno, contro gli 8 necessari.
“La situazione è al limite – incalza Patacconi – servono uomini, mezzi e risposte concrete da parte dello Stato. Non possiamo aspettare un’aggressione ancora più grave per intervenire”.
Intorno alle ore 9 di questa mattina, 1° agosto, a Cerignola, in via Manfredonia, nei pressi della rotatoria al bivio Lupara, un gruppo di rapinatori armati ha tentato l’assalto a un furgone portavalori dell’istituto di vigilanza Battistolli. I malviventi hanno esploso sei colpi d’arma da fuoco, verosimilmente provenienti da un fucile, che hanno raggiunto il parabrezza del blindato.
Sull’episodio è intervenuto con una nota il Segretario provinciale del SAP di Foggia, Peppino Vigilante: “Questa mattina la criminalità organizzata e/o mafiosa ha agito con cruenza, esplodendo numerosi colpi incurante dei cittadini inermi che attraversavano la strada. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: la situazione in questa città e nella provincia è sempre più delicata e complicata, nessuno ha ancora risposto su come si possa fronteggiare la criminalità organizzata in queste condizioni. Come si possono garantire i numerosi servizi quotidiani senza personale sufficiente?”.
Il Sindacato Autonomo di Polizia ha concesso il patrocinio morale al Museo dello Sport Vallepietra, un progetto culturale e sociale di rilievo nazionale che sarà inaugurato il 10 agosto 2025 a Vallepietra (RM).
Promosso dal Presidente dell’Associazione Museo dello Sport Vallepietra, Flavio De Santis, appartenente alla Polizia di Stato, il Museo nasce per valorizzare lo sport come linguaggio universale di inclusione, passione e rispetto delle regole.
Tra i cimeli spiccano quelli di grandi campioni italiani e internazionali, tra cui Giancarlo Fisichella, simbolo del legame tra sport e sicurezza stradale, valore centrale per la Polizia Stradale.
Il SAP sostiene con convinzione un’iniziativa che promuove educazione, legalità e consapevolezza, soprattutto tra i più giovani.
«Questa organizzazione sindacale non può che encomiare l’ottimo lavoro svolto da tutte le Forze dell’Ordine presenti sul territorio, magistralmente coordinate da Prefettura e Questura. Un’impresa titanica”, portata a termine nonostante le difficoltà dovute al caldo torrido e ai venti forti, che hanno favorito la propagazione degli incendi e messo in pericolo popolazione, turisti e infrastrutture» queste le parole di apprezzamento da parte del Segretario provinciale del SAP di Vibo Valentia, Francesco Pirrone, per l’impegno delle Forze dell’Ordine durante l’emergenza incendi che ha colpito l’area nei giorni scorsi.
«Tutti si sono spesi con incessante dedizione e sacrificio – ha aggiunto Pirrone – salvaguardando le fasce deboli, come disabili e persone in difficoltà, oltre agli animali e alle strutture sensibili».
«Antonio Mosca fu ferito mentre svolgeva il proprio dovere. Morì mesi dopo, il 29 luglio 1989, senza mai riprendersi completamente. La sua storia è un simbolo del coraggio silenzioso di tanti operatori della polizia di Stato che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, mettono a rischio la propria vita per tutelare quella degli altri. Rivolgiamo un pensiero particolare a Gabriella e ai figli Veronica e Francesco, nostro collega. La memoria di Antonio Mosca vive ogni giorno nel lavoro di chi, come lui, ha scelto di servire lo Stato con dignità». Con queste parole, il Segretario provinciale del SAP di Rimini, Salvatore Giglia, in occasione dell’anniversario della morte del Sovrintendente Capo Antonio Mosca, ha voluto ricordare pubblicamente il suo sacrificio, avvenuto in seguito alle gravi ferite riportate nel conflitto a fuoco il 29 luglio del 1987 con la banda della Uno Bianca.