SOLIDARIETÀ AI COLLEGHI INDAGATI: IL SAP DI NAPOLI ESPRIME VICINANZA E RINGRAZIA LE ISTITUZIONI

Il Segretario provinciale del  SAP di Napoli, Ernesto Morandini, attraverso un comunicato, esprime la più profonda solidarietà ai colleghi attualmente indagati per aver semplicemente svolto il proprio dovere e rivolge un sincero ringraziamento al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e al Capo della Polizia, Prefetto Vittorio Pisani, per aver ricevuto i colleghi al Viminale e per aver proposto loro la Medaglia al Valore.

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IL COMUNICATO DEL SAP DI NAPOLI

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MANIFESTAZIONE A GROTTAGLIE – LA RASSEGNA STAMPA LOCALE

Alla manifestazione di solidarietà nei confronti dei colleghi indagati del commissariato di Grottaglie (TA) erano presenti le segreterie provinciali del SAP della regione Puglia.

L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto di garanzia che consentirà ai colleghi di partecipare alle fasi del processo ed eventuali incidenti probatori, ma dovranno farlo a loro spese e con i loro avvocati e fino a quando il procedimento penale non sarà terminato avranno la carriera bloccata. Sia chiaro che nessuno punta il dito contro la magistratura che fa il suo lavoro egregiamente applicando la legge, ma è giunto il momento di cambiare la norma. Per questo ci rivolgiamo alla classe politica di questo paese chiedendo di introdurre una norma di legge per evitare un avviso di garanzia automatico” lo ha dichiarato il Segretario provinciale del SAP di Foggia Giuseppe Vigilante.

Vito Giordano, Segretario SAP della provincia di Barletta Andria Trani, ha affermato: “La dignità dei poliziotti non può essere calpestata ma rispettata“. 

 

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CPR GRADISCA, TAMARO (SAP FVG): ACCUSE DI VIOLENZA INFONDATE CONTRO I COLLEGHI

Il Segretario regionale del SAP Friuli Venezia Giulia, Lorenzo Tamaro, è intervenuto in merito alle accuse di presunti falsi pestaggi mosse contro i colleghi intervenuti per sedare l’ennesima rissa scoppiata al CPR di Gradisca, dichiarando: «Il trattenimento dell’uomo di nazionalità tagika, accusato di far parte di una struttura terroristica dello Stato islamico del Khorasan, dimostra e certifica quanto i CPR siano strutture indispensabili per il rimpatrio di chi oltre ad essere irregolare, delinque e mina pericolosamente la sicurezza del nostro Paese. Invece che invocare la chiusura dei C.P.R. bisogna considerare la reale esigenza di effettuare le necessarie ristrutturazioni per rendere questi luoghi più sicuri per tutti, in particolare per gli operatori delle Forze dell’Ordine,  le accuse di violenza avanzate nei confronti degli operatori di Polizia intervenuti a sedare l’ennesima rissa e rivolta all’interno del C.P.R., risultano infondate. Tale accusa sembra piuttosto l’ennesima diffamazione strumentale e prodromica alla chiusura dei C.P.R.».

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