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SCONTRI A TORINO E AGENTI FERITI, GUGLIELMI (SAP BOLOGNA): NON È PROTESTA MA VIOLENZA ORGANIZZATA E MIRATA

In prima linea anche il VII Reparto Mobile di Bologna durante i violenti scontri di sabato a Torino, con 70 poliziotti impiegati e quattro agenti rimasti feriti, colpiti da bottiglie, bombe carta, sanpietrini e razzi sparati ad altezza uomo. Gli operatori sono stati trasportati in ospedale e dimessi con prognosi tra i sette e i dieci giorni. Il Segretario provinciale del SAP di Bologna, Tonino Guglielmi, condanna duramente quanto accaduto, definendolo «la conseguenza di un clima tossico, esasperato e regressivo, in cui la violenza non è protesta ma ricerca di un nemico». Guglielmi sottolinea che «l’esempio di Torino non è un incidente ma violenza organizzata e mirata, con attivisti che usano la folla come scudo per legittimare comportamenti criminali», ribadendo piena solidarietà ai colleghi feriti e la necessità di tutelare chi garantisce quotidianamente l’ordine pubblico.

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ORGANICI DEPOTENZIATI, NAPOLETANO (SAP SALERNO): NON POSSIAMO ACCETTARLO

Doppio fronte d’impegno per il Segretario provinciale del SAP di Salerno, Massimo Napoletano, che denuncia la grave carenza di organico sul territorio e rilancia la necessità di potenziare i presidi di sicurezza nell’Agro nocerino-sarnese. «Il semplice turnover non è sufficiente: a fronte di numerosi pensionamenti, l’esiguità dei rinforzi condanna i colleghi a turni massacranti e riduce la presenza della polizia sul territorio». In questo contesto si inserisce l’incontro istituzionale con il Prefetto di Salerno sul potenziamento del Commissariato di Nocera Inferiore, al quale hanno partecipato anche il Segretario regionale Ludovico Mitilini e il Segretario provinciale aggiunto Sergio Lo Bianco. Napoletano ha ribadito l’urgenza di riconoscere il rango di Primo Dirigente al Commissariato, sottolineando che «non è una questione formale ma una scelta necessaria per garantire maggiore sicurezza ai cittadini e migliori condizioni operative al personale». Il SAP seguirà l’iter della proposta in tutte le sedi istituzionali per dare risposte concrete alla comunità e agli operatori.

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SCONTRI A TORINO, D’ERAMO (SAP ASCOLI PICENO): SONO DELINQUENTI ESPERTI E COME TALI VANNO TRATTATI

Il Segretario provinciale del SAP di Ascoli Piceno, Massimiliano D’Eramo, esprime piena solidarietà agli agenti feriti durante gli scontri a Torino. «Gli autori di questi fatti sono delinquenti esperti nella distruzione e nel disordine e come tali vanno trattati. Chiediamo sicurezza operativa e la certezza di tornare a casa sani e salvi. È indispensabile che la politica approvi subito il nuovo Decreto sicurezza e garantisca la certezza della pena». D’Eramo ringrazia i colleghi che hanno rischiato la vita e ricorda il collega Alessandro di Pescara colpito a martellate e Lorenzo di Ascoli che lo ha protetto. .

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AGGRESSIONE A POLIZIOTTO A TORINO, GUERRIERI (SAP PESCARA): AGGRESSIONE VERGOGNOSA E INACCETTABILE

Ferma e netta la posizione del Segretario provinciale del SAP di Pescara, Giampaolo Guerrieri, sul grave episodio di violenza avvenuto a Torino. «I fatti rappresentano una vera e propria aggressione vergognosa, quanto accaduto era assolutamente prevedibile e non si dovevano autorizzare manifestazioni che hanno messo a rischio operatori e città».
Sulla stessa linea il Vice Segretario provinciale Matteo Mascitti che, nel video diffuso dal SAP, sottolinea come «il problema è reale, quello che è accaduto a Torino era ampiamente prevedibile», richiamando l’attenzione sulle responsabilità e sulla necessità di prevenzione.
Guerrieri ribadisce che non si è di fronte al diritto di manifestare ma a comportamenti criminali e chiede risposte concrete per tutelare gli operatori, esprimendo piena solidarietà al collega Alessandro Calista e a tutti i poliziotti rimasti feriti, affinché lo Stato dimostri vicinanza con i fatti e non solo con le parole.

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PESAVENTO: SABATO A TORINO DELLE VERE E PROPRIE SQUADRIGLIE

Sabato a Torino abbiamo visto delle vere e proprie squadriglie, delle azioni che probabilmente non abbiamo mai visto in precedenza, dei veri e propri atti terroristici, queste manifestazioni non vanno concesse“. Lo ha detto il Segretario nazionale del SAP Mirco Pesavento, intervistato dalla trasmissione ‘Ring’, in onda su Antenna Tre, in merito a quanto avvenuto lo scorso 31 gennaio nel capoluogo piemontese. Pesavento ha quindi ribadito che il “sistema giudiziario deve ripristinare il principio di certezza della pena”.

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NANNINI (SAP UMBRIA): NOI POLIZIOTTI NON SIAMO ASSASSINI, SERVE RIFORMA SU ATTO DOVUTO

L’accusa di omicidio volontario nei confronti del poliziotto che ha aperto il fuoco a Rogoredo lo scorso 26 gennaio è “abnorme”. Non ha dubbi il Segretario Regionale del SAP Umbria, Claudio Nannini, che, in un’intervista ad AM Tv, ha aggiunto: “comprendo lo stato d’animo del collega quando si è visto puntare un’arma contro”, anche se poi si è rivelata essere a salve. “Noi non siamo degli assassini – ha precisato – noi siamo per difendere le vite” e, anche per questo, per quanto riguarda l’automatismo dell’atto dovuto è necessaria “una riforma normativa” e prevedere “un’area cuscinetto” prima dell’avviso di garanzia.

Nei giorni scorsi, il Segretario regionale umbro ha provocatoriamente pubblicato un’immagine sui social media in cui punta una pistola a salve, proprio come quella del cittadino marocchino di Rogoredo.

“Oggi sono io che punto questa pistola verso l’opinione pubblica dice Nannini. Non vogliamo assolutamente sostituirci ai giudici – ha scritto Nannini nel post – ma le decisioni che si prendono in frazioni di secondo e in determinati contesti sono figlie anche dello spirito di sopravvivenza quando si viene puntati da un’arma. In questa caso parliamo a posteriori di una pistola a salve che però ha tutte le caratteristiche visive e acustiche di una pistola vera”.

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PERNA (SAP TORINO) SUGLI SCONTRI CON ASKATASUNA: NORME SPECIFICHE E CERTEZZA DELLA PENA

Il Segretario Provinciale di Torino Antonio Perna interviene con decisione sugli scontri di Domenica a Torino durante il corteo pro Askatasuna, che hanno provocato feriti, danni e tre arresti.

Perna sottolinea la necessità di maggior tutela per gli agenti: «norme specifiche per i colleghi e certezza dell’applicazione della pena. Ad oggi non c’è un reato specifico per chi aggredisce un poliziotto».

Perna ribadisce l’urgenza di un intervento legislativo che garantisca sicurezza e certezza della pena per chi aggredisce gli operatori. 

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PAOLONI INTERVISTATO DA ARIA PULITA: C’È PROBLEMA DI SICUREZZA E DIGNITÀ DEI COLLEGHI 

Il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, intervistato da Aria Pulita, su Telecity, in merito agli scontri del 31 gennaio a Torino, ha ricordato che “c’è un problema di sicurezza ma anche di dignità” dei colleghi. Inoltre, il numero di feriti tra le forze dell’ordine “sta crescendo in modo esponenziale” e “si è innalzato il livello di violenza di questi professionisti del disordine”. Sono necessarie “non solo norme adeguate ed effettive ma anche risorse e dotazioni altrettanto adeguate”.

Nel corso della puntata Paoloni ha voluto ricordare che proprio il 2 febbraio del 2007 l’Ispettore Filippo Raciti perse la vita a seguito degli scontri scoppiati tra ultras davanti allo stadio ‘Angelo Massimino’ di Catania.

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SPARATORIA ROGOREDO: IL SAP LANCIA RACCOLTA FONDI PER TUTELA LEGALE COLLEGA 

Non abbandoniamo il collega che a Rogoredo, lo scorso 26 gennaio, si è dovuto difendere dalla minaccia di una persona armata e oggi si trova indagato per omicidio volontario.

Questa è la storia di un poliziotto ‘comune’ che, durante un’operazione di polizia antidroga, ha dovuto proteggere se stesso e i colleghi presenti sul teatro operativo di fronte a un individuo che aveva estratto una pistola, sebbene poi si sia rivelata a salve. Si tratta, probabilmente, di uno dei momenti peggiori dal punto di vista professionale per un operatore delle forze dell’ordine ovvero essere obbligato a sparare per salvare se stesso e tutti gli altri sul posto, nonché attingere mortalmente l’aggressore.

Ora il collega dovrà difendersi da un’accusa di omicidio volontario. Un’accusa abnorme e lesiva della sua dignità personale e professionale, che lo pone allo stesso livello dei più efferati delinquenti. Ne consegue anche l’iscrizione nel registro degli indagati e per questo il poliziotto potrà avvalersi delle garanzie riconosciute all’indagato ai sensi dell’Art.61 c.p.p.. Tuttavia, lo dovrà fare personalmente e di tasca propria.

Sebbene stesse svolgendo un servizio di sicurezza nell’adempimento di una funzione pubblica, adesso è indagato come un comune criminale e si deve difendere da solo con il proprio patrimonio personale. Ha diritto di ricevere un anticipo, che certamente non sarà sufficiente per fare fronte alle spese necessarie per un’adeguata tutela legale in un caso così complesso come questo. Sarà necessaria, infatti, non solo l’assistenza nell’interrogatorio di garanzia ma anche in tutti gli eventuali incidenti probatori previsti, nonché per nominare suoi consulenti nelle perizie disposte dall’autorità giudiziaria. Pertanto, sin da subito dovrà fare ricorso a periti balistici, consulenti medici e un perito per accertamenti dattiloscopici. Un eventuale, non auspicabile, rinvio a giudizio farebbe lievitare ulteriormente le spese da affrontare. Una difesa seria e professionale richiede professionisti di alto profilo e le loro competenze hanno costi elevati.

È il momento di stare vicini al collega intervenuto a Rogoredo non solo a parole ma anche nei fatti! Lui ha rischiato la sua incolumità per difendere la sicurezza di tutti, ora è il momento di non lasciarlo solo.

Proprio per questo abbiamo deciso di lanciare un appello, promosso dal quotidiano “Libero”, per aiutare lui e la sua famiglia in questo difficile momento del suo percorso professionale.

L’Iban intestato al SAP Sindacato Autonomo di Polizia, per contribuire alle sue spese legali è: IT30C 07601 03200 00003 1784002, con la causale AL FIANCO DEL POLIZIOTTO DI ROGOREDO.

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PAOLONI A RADIO ROMA SOUND: SIAMO STANCHI DI PRENDERE LE BOTTE, NON SIAMO BERSAGLI MOBILI

Noi siamo stanchi di prendere le botte!” e 108 feriti tra le forze dell’ordine durante la manifestazione del 31 gennaio a Torino “sono un’enormità“. Così il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, ai microfoni di Radio Roma Sound, sui fatti di sabato scorso. “Abbiamo assistito a un innalzamento del livello di pericolosità di questi antagonisti, di questi delinquenti. Non vogliamo essere bersagli mobili“, ha aggiunto Paoloni, ricordando che nel tempo c’è stata una delegittimazione delle forze dell’ordine e una “strumentalizzazione del nostro agire“.

Oltre a ribadire che “la polizia non ha colore politico” ed è “al servizio del Paese“, il Segretario Generale del SAP ha spiegato che “serve certezza in termini di sanzioni“.

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