Non abbandoniamo il collega che a Rogoredo, lo scorso 26 gennaio, si è dovuto difendere dalla minaccia di una persona armata e oggi si trova indagato per omicidio volontario.
Questa è la storia di un poliziotto ‘comune’ che, durante un’operazione di polizia antidroga, ha dovuto proteggere se stesso e i colleghi presenti sul teatro operativo di fronte a un individuo che aveva estratto una pistola, sebbene poi si sia rivelata a salve. Si tratta, probabilmente, di uno dei momenti peggiori dal punto di vista professionale per un operatore delle forze dell’ordine ovvero essere obbligato a sparare per salvare se stesso e tutti gli altri sul posto, nonché attingere mortalmente l’aggressore.
Ora il collega dovrà difendersi da un’accusa di omicidio volontario. Un’accusa abnorme e lesiva della sua dignità personale e professionale, che lo pone allo stesso livello dei più efferati delinquenti. Ne consegue anche l’iscrizione nel registro degli indagati e per questo il poliziotto potrà avvalersi delle garanzie riconosciute all’indagato ai sensi dell’Art.61 c.p.p.. Tuttavia, lo dovrà fare personalmente e di tasca propria.
Sebbene stesse svolgendo un servizio di sicurezza nell’adempimento di una funzione pubblica, adesso è indagato come un comune criminale e si deve difendere da solo con il proprio patrimonio personale. Ha diritto di ricevere un anticipo, che certamente non sarà sufficiente per fare fronte alle spese necessarie per un’adeguata tutela legale in un caso così complesso come questo. Sarà necessaria, infatti, non solo l’assistenza nell’interrogatorio di garanzia ma anche in tutti gli eventuali incidenti probatori previsti, nonché per nominare suoi consulenti nelle perizie disposte dall’autorità giudiziaria. Pertanto, sin da subito dovrà fare ricorso a periti balistici, consulenti medici e un perito per accertamenti dattiloscopici. Un eventuale, non auspicabile, rinvio a giudizio farebbe lievitare ulteriormente le spese da affrontare. Una difesa seria e professionale richiede professionisti di alto profilo e le loro competenze hanno costi elevati.
È il momento di stare vicini al collega intervenuto a Rogoredo non solo a parole ma anche nei fatti! Lui ha rischiato la sua incolumità per difendere la sicurezza di tutti, ora è il momento di non lasciarlo solo.
Proprio per questo abbiamo deciso di lanciare un appello, promosso dal quotidiano “Libero”, per aiutare lui e la sua famiglia in questo difficile momento del suo percorso professionale.
L’Iban intestato al SAP Sindacato Autonomo di Polizia, per contribuire alle sue spese legali è: IT30C 07601 03200 00003 1784002, con la causale AL FIANCO DEL POLIZIOTTO DI ROGOREDO.



