Il dibattito sulla sicurezza a Trieste e sull’impiego degli operatori impegnati ai confini viene ripreso e chiarito dal Segretario Regionale del SAP Friuli Venezia Giulia Lorenzo Tamaro, intervenuto in diverse trasmissioni televisive per spiegare come funziona realmente l’organizzazione della Polizia di Stato.
Tamaro sgombra il campo da un equivoco, ovvero che gli operatori della Polizia di Frontiera non possono essere semplicemente spostati dal confine al controllo del centro cittadino, perché ogni articolazione della Polizia di Stato è organizzata in specialità, con personale formato e addestrato per specifiche funzioni.
«Non è che togliendoli dal confine io li posso dire: domani mattina non servono più al confine! Li spostiamo in Questura! Non funziona così: la Polizia di Stato è divisa in specialità», spiega il Segretario Regionale SAP, intervenendo nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.
Tamaro difende quindi l’importanza del presidio della frontiera, ricordando che il controllo dei confini rappresenta un’attività essenziale anche alla luce dei fenomeni legati all’immigrazione clandestina e della necessità di prevenire possibili ingressi di soggetti pericolosi. Un’attività che, sottolinea, non significa affatto lasciare scoperto il territorio, sono presenti postazioni fisse presso gli ex valichi internazionali e pattuglie dinamiche nelle aree secondarie, oltre al servizio di retrovalico svolto dalla Polizia di Frontiera.
Il Segretario Regionale SAP evidenzia inoltre un dato positivo, ovvero che i recenti rinforzi di personale, con l’arrivo di nuovi agenti provenienti dagli ultimi corsi, hanno finalmente consentito di rafforzare la Polizia di Frontiera, un intervento atteso da anni.
La posizione di Tamaro, pertanto, è quella di garantire sicurezza dei confini e sicurezza urbana, che non sono alternative, ma esigenze che devono essere assicurate attraverso personale adeguato e una corretta organizzazione delle diverse specialità della Polizia di Stato.