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AGENTI DIROTTATI A CORTINA, GIGLIA (SAP RIMINI): È INACCETTABILE

Il Sap di Rimini contesta la decisione di aggregare 14 operatori per le Olimpiadi Milano-Cortina, sottraendoli alla Questura di Rimini. Per il Segretario provinciale Salvatore Giglia si tratta di una scelta sbagliata che penalizza un territorio già in sofferenza.

Giglia denuncia che l’aggregazione arriva «in un momento già critico», con una carenza di organico che rende difficoltosa la gestione dei servizi ordinari. Secondo il Segretario provinciale, continuare a togliere personale senza una reale valutazione dell’impatto operativo rischia di aggravare problemi già evidenti.

Le ricadute, sottolinea Giglia, sono immediate: «meno pattuglie sul territorio», «uffici sotto pressione» e «turni più lunghi e meno riposi per chi resta», con un aumento dello stress operativo e un peggioramento della qualità del servizio reso ai cittadini.

Il Sap ricorda inoltre che Rimini è una provincia turistica con flussi costanti durante tutto l’anno e non solo in estate, condizione che richiederebbe semmai più risorse, non meno. Critiche anche al piano di potenziamento nazionale, che secondo Giglia ha trascurato le specialità come Postale, Polfer e Polizia di Frontiera, lasciandole in affanno nonostante il loro ruolo strategico.

Il sindacato chiede una gestione più equilibrata delle aggregazioni e rinforzi strutturali, ribadendo che la sicurezza non può basarsi su soluzioni temporanee.

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SOS ALLOGGI A IMOLA, GUGLIELMI (SAP BOLOGNA): FINORA C’È STATO IMMOBILISMO, ORA SERVE UNA SOLUZIONE

Esplode l’allarme lanciato dal Segretario provinciale Sap Tonino Guglielmi sulla situazione abitativa dei neo assegnati al Commissariato di Imola. Il 27 gennaio arriveranno tre agenti in prova e un vice ispettore, con ulteriori rinforzi attesi a marzo, ma oggi risultano disponibili solo due posti letto.

Guglielmi parla di paradosso inaccettabile e denuncia una gestione logistica priva di programmazione. Il Sap respinge l’ipotesi di “sfrattare” colleghi già alloggiati con dieci giorni di preavviso: non è dignitoso scaricare sui poliziotti le carenze organizzative pregresse.

Dopo l’incontro con il Sindaco Panieri, il sindacato riconosce apertura istituzionale ma insiste sull’urgenza immediata. Per questo il Sap chiede sistemazioni alberghiere temporanee per gli agenti in prova.

Fiducia ora è riposta nel nuovo Questore Gaetano Bonaccorso, chiamato ad affrontare con decisione un’emergenza che non può più essere rinviata.

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LAMEZIA TERME – SICUREZZA E SINERGIA ISTITUZIONALE, RIGA (SAP CATANZARO): IL DIALOGO TRA ISTITUZIONI È IL SALE DELLA DEMOCRAZIA

Il Segretario provinciale del SAP di Catanzaro Sergio Riga si conferma punto di riferimento nel rapporto tra Polizia di Stato e istituzioni locali, promuovendo un confronto costruttivo a tutela della sicurezza dei cittadini lametini. Gli incontri con il Sindaco Mario Murone, il Vice Sindaco Michelangelo Cardamone e la Dirigente del Commissariato Concetta Gangemi testimoniano un metodo di lavoro basato su collaborazione, ascolto e responsabilità condivisa, che rafforza il ruolo del SAP come interlocutore credibile e propositivo sul territorio.

Riga ha inoltre portato all’attenzione delle autorità la necessità di ulteriori innesti di personale per il Commissariato di Lamezia, riconoscendo al contempo l’impegno dei colleghi, chiamati a gestire un carico operativo sempre più gravoso, dalle attività di ordine pubblico alle partite allo stadio.

Un’azione sindacale incisiva, orientata ai risultati, che valorizza il lavoro degli operatori e mantiene alta l’attenzione delle istituzioni sulle esigenze di sicurezza della comunità.

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SICUREZZA E ORGANICI RIDOTTI, CASAGRANDE (SAP TREVISO): NON CI SARÀ ALCUN RIEQUILIBRIO FINO AL 2030

Il Segretario provinciale del Sap di Treviso Paolo Casagrande guida l’allarme sulla drammatica perdita di personale nella Marca. Dal 2011 Treviso è scesa da 600 a 430 poliziotti, con un calo del 28% che ha colpito tutti gli uffici. Casagrande ha fotografato la situazione senza giri di parole: «dal 2011 perdiamo in media 10–15 operatori l’anno», ricordando che meno uomini significa meno prevenzione e tempi più lunghi di intervento per i cittadini.

Grazie al suo lavoro di denuncia, emerge come la carenza incida direttamente sull’operatività quotidiana: oggi si garantiscono tre volanti per turno contro le sei del passato, mentre all’aeroporto di Treviso tre soli agenti gestiscono anche 300 passeggeri extra-Schengen. La Postale, ridotta ai minimi, fronteggia reati informatici in costante crescita.

Casagrande ha ottenuto un primo risultato con il potenziamento della Polfer di 10 unità in vista delle Olimpiadi per tutelare nodi strategici come Conegliano, ma ribadisce che non basta. «La Polizia ha una carenza nazionale di 10 mila unità», avverte, e per questo «non ci sarà alcun riequilibrio prima del 2030».

Il Sap di Treviso, grazie all’azione del suo segretario, continua a tenere alta l’attenzione istituzionale su un territorio che non può permettersi di essere dimenticato.

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9° CORSO PER “OPERATORE DI POLIZIA SCIENTIFICA”

La Direzione Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica, d’intesa con l’Ispettorato delle Scuole della Polizia di Stato, ha programmato il 9° corso per “Operatore di Polizia Scientifica”, con avvio il 16 febbraio 2026, destinato al personale del ruolo ordinario.

Il percorso formativo si articolerà in tre fasi:

  • prima fase (16–20 febbraio 2026): attività didattica a distanza sui profili organizzativi e operativi della Polizia scientifica;
  •  
  • seconda fase (dal 23 febbraio 2026): formazione residenziale presso l’Istituto per sovrintendenti di Spoleto della durata di dieci settimane, con moduli su dattiloscopia, fotosegnalamento e attività di sopralluogo, al termine dei quali è previsto un esame finale;
  •  
  • terza fase: tre settimane di tirocinio operativo presso i Gabinetti Interregionali e Regionali di Polizia Scientifica.

I candidati che supereranno il corso conseguiranno la qualifica di operatore di Polizia Scientifica e saranno successivamente assegnati alle sedi indicate nell’allegato 2 della circolare, tenendo conto delle preferenze espresse in domanda.

Termine per la presentazione delle istanze: 30 gennaio 2026.

Tra i requisiti principali è previsto che il personale in prima assegnazione debba aver maturato almeno due anni di permanenza nella sede attuale qualora richieda una provincia diversa, nonché l’impegno a permanere negli uffici di Polizia scientifica per almeno quattro anni dopo la specializzazione.

Le domande dovranno essere inoltrate secondo il fac-simile allegato alla circolare, tramite il canale indicato dall’amministrazione, per il tramite degli Uffici competenti.

Si precisa che la procedura non ha natura concorsuale, ma costituisce selezione per accesso al percorso formativo specialistico.

La circolare completa è visionabile al link sottostante.

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METAL DETECTOR NELLE SCUOLE? PAOLONI INTERVISTATO DA LIBERO

Solo nell’ultimo anno gli episodi legati all’uso di coltelli sono aumentati almeno del 30%. I controlli, come quelli con i cani antidroga, vanno fatti. Occorre solo trovare la formula giusta“. Lo ha detto il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, intervistato da ‘Libero’ in merito all’eventualità di prevedere i metal detector in alcune scuole per aumentarne la sicurezza.

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NUOVI AGENTI INSUFFICIENTI PER L’ISOLA, LISTO (SAP SARDEGNA): SERVE PIÙ PERSONALE

Il Sap Sardegna lancia un nuovo allarme sulla carenza di personale della Polizia di Stato sull’Isola, sottolineando come le nuove assegnazioni non siano sufficienti a fronteggiare le esigenze operative. La situazione  riguarda in particolare gli uffici periferici, la Polfer e la Polizia di Frontiera, con volanti ridotte e turni gravosi.

Andrea Listo, Segretario regionale del Sap, evidenzia: «la situazione ha superato da tempo il livello di emergenza ed è diventata strutturale. Molti uffici sono prossimi al collasso e la Sardegna continua a essere trattata come una periferia dimenticata dello Stato».

Con l’estate alle porte, le esigenze di sicurezza cresceranno ulteriormente, con la popolazione dell’Isola che di fatto si moltiplica per i turisti. Gli uffici investigativi e le unità operative devono garantire sicurezza urbana, stradale e controllo dei flussi, ma gli organici restano insufficienti: «tra poche settimane le esigenze di sicurezza cresceranno in maniera esponenziale, ma oggi non siamo nelle condizioni di garantire un controllo del territorio adeguato».

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GIURAMENTO 231° CORSO A TRIESTE, TAMARO (SAP FVG): RAFFORZARE GLI ORGANICI PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO

A Trieste si è svolto il giuramento dei 446 allievi del 231° corso della Scuola “Vincenzo Raiola”, un momento importante per la Polizia di Stato e per l’intero Friuli Venezia Giulia.

Il Segretario regionale del SAP FVG Lorenzo Tamaro ha valorizzato l’arrivo dei nuovi agenti come un passo avanti per il territorio, sottolineando però che le assegnazioni non si devono placare, soprattutto nelle zone di frontiera e nelle Questure più in sofferenza.

Tamaro ha evidenziato come il Friuli Venezia Giulia, regione strategica per i controlli e la gestione dei flussi, necessiti di un rafforzamento degli organici, così da garantire sicurezza ai cittadini e condizioni di lavoro più sostenibili per i colleghi.

L’iniziativa formativa di Trieste rappresenta quindi un risultato positivo, ma anche un punto di partenza per ulteriori investimenti in personale e mezzi, obiettivo che il SAP regionale continuerà a sostenere con determinazione.

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SCREENING OBBLIGATORI SUL POSTO DI LAVORO PER PREVENIRE MALATTIE ONCOLOGICHE PREVISTI NELL’AGGIORNAMENTO DELLA LEGGE 81/08

Articolo a cura di Domenico Della Porta, Docente Straordinario di Medicina del Lavoro.

Oltre ai tradizionali compiti di sorveglianza sanitaria, la recentissima conversione in legge del DL 159/2025 di aggiornamento del D. Lgs.81/2008, in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro, riconosce, tra l’altro, al medico competente anche l’obbligo di promuovere attivamente l’adesione agli screening oncologici tra i lavoratori, integrando la prevenzione oncologica nei programmi di welfare aziendale. Viene potenziato il ruolo centrale di questo professionista attraverso un’azione concreta aggiuntiva, non più volontaria, legata a progetti condivisi con la parte datoriale, ma con lo specifico obiettivo di informare i lavoratori, rafforzando il ruolo del Medico Competente nella tutela della salute, con un focus particolare sulla prevenzione dei tumori sul luogo di lavoro, in linea con la tutela della salute pubblica e dei lavoratori.

L’articolo 25 del D. Lgs. 81/08 viene arricchito, infatti, da un nuovo e significativo comma in cui si chiarisce che il medico competente “fornisce informazioni ai lavoratori sull’importanza della prevenzione oncologica, promuovendo l’adesione ai programmi di screening oncologici previsti dai livelli essenziali di assistenza (LEA), informando le lavoratrici e i lavoratori sulla loro finalità e utilità, anche con il supporto di campagne informative a tale scopo promosse dal Ministero della salute”.

Secondo recenti dati dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), l’adesione ai programmi di screening oncologico per tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto rimane inferiore agli obiettivi stabiliti dagli enti italiani e europei che si occupano di salute pubblica. In molte regioni italiane, solo poco più della metà dei cittadini invitati partecipa effettivamente ai programmi di screening, nonostante i test siano offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale a vaste fasce di popolazione.

Le ragioni sono molteplici: tra le più citate, la mancanza di tempo, la complessità nell’organizzare l’assenza dal lavoro e il timore di ripercussioni professionali legate all’assenza, soprattutto nei contesti lavorativi con minore flessibilità o in caso di rapporti contrattuali precari.

Il nuovo provvedimento risponde in modo diretto a queste criticità, introducendo una misura semplice ma potenzialmente incisiva: il tempo dedicato agli screening oncologici diventa un diritto retribuito che potrà essere integrato nei contratti collettivi. In tal caso, il lavoratore non dovrà più scegliere tra salute e lavoro, né ricorrere a ferie o permessi personali per prendersi cura della propria salute.

La nuova disposizione è destinata anche a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, soprattutto per i lavoratori a basso reddito, nei settori come quello produttivo o dei servizi con orari rigidi. Allo stesso tempo invia un messaggio forte e chiaro anche ai datori di lavoro: la prevenzione è parte integrante della sicurezza sul lavoro: non è un atto individuale, ma una responsabilità condivisa tra istituzioni, aziende e cittadini.

Un altro aspetto rilevante riguarda le aziende con meno di 10 dipendenti, che per dimensioni faticano a offrire ai lavoratori iniziative strutturate di promozione della salute. Queste aziende potranno stipulare delle convenzioni con il Servizio sanitario nazionale per implementare, per i propri dipendenti, la possibilità di effettuare i controlli medici già previsti dalla normativa in materia di lavoro. Controlli che altrimenti, per la dimensione dell’azienda, non potrebbero essere garantiti.

Ci si avvia verso una cultura della prevenzione strutturata attraverso un cambiamento culturale che indica il superamento della logica per cui il tempo per la salute è tempo “sottratto al lavoro”. Un lavoratore sano, monitorato e tutelato, è infatti una risorsa maggiore per l’azienda stessa. Inoltre, le nuove misure contribuiscono ad affermare che la tutela della salute è un valore fondamentale e condiviso.

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PIAZZA GARIBALDI NEL CAOS DELLA VIOLENZA, TAMARO (SAP FVG): LA CARENZA DI ORGANICO È PRESENTE IN TUTTE LE ARTICOLAZIONI DELLA POLIZIA

A Trieste piazza Garibaldi è al centro di una grave crisi di sicurezza tra spaccio, risse e accoltellamenti, come denunciato da residenti e commercianti.

Il SAP, con il Segretario regionale Lorenzo Tamaro, evidenzia che il problema principale è la cronica carenza di organico in tutti i reparti, pur garantendo che i controlli continuano grazie al sacrificio degli agenti.

Il Segretario provinciale Simon Carfi elogia il lavoro della DIGOS per le recenti perquisizioni sugli scontri di ottobre, ma ribadisce la necessità di potenziare stabilmente gli uffici investigativi.

La posizione del SAP è netta: servono più uomini e un presidio più strutturato per restituire sicurezza all’area.

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