Il Segretario provinciale del SAP di Rimini Salvatore Giglia interviene sul delicatissimo tema delle armi bianche tra i minorenni, offrendo un’analisi lucida che mette insieme prevenzione, realtà operativa e responsabilità istituzionale. Giglia riconosce che nel Riminese il fenomeno non ha ancora i livelli di allarme di altre città italiane, ma avverte che non può essere sottovalutato: «nella provincia di Rimini il fenomeno non presenta livelli di allarme paragonabili ad altre città italiane… Tuttavia, anche nel Riminese, qualche adolescente è stato trovato in possesso di armi bianche». Il Segretario SAP individua con chiarezza i contesti più critici, sottolineando che i casi si concentrano soprattutto nelle zone della movida estiva e nel centro storico durante il resto dell’anno.
Richiamando l’episodio di Riccione nella notte di Halloween, Giglia mette in luce la gravità culturale e sociale del problema: «questi ragazzi utilizzano il coltello con estrema facilità, spesso senza una reale consapevolezza delle conseguenze». Allo stesso tempo difende e valorizza il lavoro della Polizia, spiegando quanto sia complesso operare con soggetti minorenni: «i giovanissimi hanno una percezione del pericolo e delle regole molto diversa rispetto a un adulto… Le regole di ingaggio con un minorenne sono necessariamente diverse rispetto a quelle applicabili a un maggiorenne». Con questa posizione, Salvatore Giglia si conferma punto di riferimento per il territorio riminese, capace di coniugare fermezza, responsabilità e attenzione alle dinamiche giovanili senza mai rinunciare al principio che la sicurezza passa anche dalla prevenzione e dall’educazione alla legalità.


