Tiene banco a Firenze il tema del distacco di circa cento agenti per i servizi di sicurezza legati alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, una scelta che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione organici già in sofferenza. Sul punto interviene il Segretario Provinciale del SAP di Firenze, Massimo Bartoccini, chiarendo che «da anni mancano alcune centinaia di agenti, questo è il vero problema», ma sottolineando al tempo stesso che l’impegno per un evento internazionale richiede misure adeguate.
Il Segretario Provinciale evidenzia come, anche alla luce dei recenti episodi di violenza registrati a Torino e dell’attenzione mondiale sull’evento olimpico, sia indispensabile prevedere rinforzi massicci nelle aree interessate per garantire la sicurezza di atleti, cittadini e delegazioni diplomatiche, ribadendo la necessità di potenziare stabilmente gli organici sui territori.
Accolti in Questura a Crotone dodici nuovi vice ispettori della Polizia di Stato, destinati a rafforzare i diversi uffici operativi. Il Segretario Provinciale del SAP di Crotone, Eugenio Lucente, ha dato il benvenuto ai nuovi arrivati sottolineando come «le nuove aliquote rappresentano un importante valore aggiunto per la sicurezza della città pitagorica, garantendo un ulteriore apporto professionale, culturale e umano a beneficio dell’intera collettività».
Il Segretario Provinciale ha inoltre espresso un sentito ringraziamento al Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Wanda Ferro per aver sensibilizzato gli apparati governativi affinché venissero destinate specifiche unità di personale alla provincia di Crotone, riconoscendo grande sensibilità e attenzione verso le esigenze del territorio.
Prosegue con successo la raccolta fondi lanciata dal SAP per sostenere la tutela legale del collega che lo scorso 26 gennaio è stato costretto ad aprire il fuoco a Rogoredo, colpendo mortalmente un cittadino marocchino che impugnava una pistola, poi risultata essere a salve. A pochissimi giorni dal lancio dell’iniziativa – promossa anche dal quotidiano ‘Libero’ – sono stati raccolti oltre 12.000 €.
“Vogliamo ringraziare le più di 250 persone che hanno già preso parte attivamente a questa campagna. È il momento di stare vicini al collega non solo a parole ma anche nei fatti! Lui ha rischiato la sua incolumità per difendere la sicurezza di tutti e adesso deve difendersi da un’accusa di omicidio volontario. Non possiamo lasciarlo solo”, ha detto il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni.
Intestato al Sindacato Autonomo di Polizia, l’Iban per contribuire alle sue spese legali è: IT30C0760103200000031784002, con la causale AL FIANCO DEL POLIZIOTTO DI ROGOREDO.
Le tante persone che hanno aderito spontaneamente al nostro appello sono la dimostrazione della vicinanza che tanti cittadini hanno nei riguardi delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine e che sono necessari interventi per garantire maggiori tutele e garanzie funzionali a sostegno di chi ogni giorno scende sulle strade del Paese per la sicurezza di tutti.
Rinnoviamo il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno accolto questo appello, non solo per il supporto concreto che è stato dato al collega indagato a Rogoredo per aver compiuto il suo dovere, ma anche perché questi segnali di vicinanza ci danno ancora più forza nel continuare la nostra missione al servizio del Paese.
“Sono stati notificati oggi i 4 avvisi di garanzia ai colleghi delle UOPI di Milano intervenuti domenica scorsa a Rogoredo per fermare un cittadino cinese che, dopo avere rubato la pistola ad un vigilante, ha aperto il fuoco contro la loro auto. Spiace rilevare che i poliziotti abbiano saputo dell’avviso di garanzia tramite gli organi di stampa lunedì e solamente oggi gli sia stato notificato l’atto formale. Non cambia la sostanza, ma per rispetto della dignità professionale e personale dei colleghi avremmo apprezzato che venissero informati loro, ossia i diretti interessati, prima degli organi di informazione”. Lo afferma il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, precisando che: “il rispetto nei riguardi di chi veste una divisa si misura anche da queste attenzioni”.
“Sono stati scarcerati i tre arrestati per le devastazioni di Torino e il tentato omicidio del collega accerchiato e picchiato da un manipolo di delinquenti durante la manifestazione del 31 gennaio. Due di loro sono stati scarcerati con obbligo di firma mentre il terzo torna a casa ai domiciliari. Questa è la conferma di quando sosteniamo che delinquenti del genere si sentono legittimati a devastare, distruggere e picchiare perché godono di un sostanziale senso di impunità”. Lo dichiara il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni. “La giustizia – precisa – certamente farà il suo corso, tuttavia l’attuale sistema non tutela i cittadini dalle devastazioni né garantisce adeguata sicurezza agli operatori delle forze dell’ordine”.
Immediata e forte la presa di posizione del Segretario Provinciale del SAP di Vercelli, Domingo Miano, dopo i gravi episodi di guerriglia urbana verificatisi a Torino durante il corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna, che hanno causato numerosi feriti tra le forze dell’ordine. «Quello che è successo è una violenza inaccettabile, siamo stanchi di calci, pugni e martellate contro la polizia: esprimo la massima solidarietà a tutti i colleghi impegnati a Torino». Il Segretario Provinciale condanna l’accerchiamento e il pestaggio di un operatore rimasto a terra senza casco, ribadendo che simili scene nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare.
Forte e chiara la posizione del Segretario Provinciale del SAP di Biella, Bruno Barone, sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna. «Vogliamo innanzitutto esprimere piena solidarietà ai colleghi vittime di questi attacchi, episodi gravissimi che mettono a dura prova la credibilità dello Stato». Barone evidenzia come quanto accaduto non rappresenti un caso isolato ma l’apice di una situazione che si ripete quotidianamente, anche a livello locale, con operatori spesso aggrediti durante interventi ordinari. Nei filmati, sottolinea, si vede un collega a terra mentre la violenza si riversa su tutte le forze dell’ordine. Il Segretario Provinciale richiama infine al valore delle istituzioni, avvertendo che l’assenza di rispetto verso chi rappresenta lo Stato rischia di diventare la normalità se non si interviene con decisione per tutelare chi garantisce sicurezza ogni giorno.
“Gabrielli non finisce mai di stupirci e soprattutto di stupire quelli che sono stati una volta i suoi uomini, la categoria delle persone in divisa, i poliziotti. L’abbiamo visto nel caso Ramy, dove con un’uscita infelice, giudicata assolutamente inopportuna e, posso dire, anche totalmente priva di fondamento, ha cercato di inserirsi in un dibattito pubblico per motivi credo di carattere politico, non certamente tecnico”. Lo ha detto all’Adnkronos Gianni Tonelli, presidente onorario SAP e responsabile nazionale del dipartimento sicurezza e immigrazione della Lega, relativamente alle dichiarazioni di Franco Gabrielli, ex capo della polizia, in merito agli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero di Askatasuna.
“Lui è stato il direttore generale della pubblica sicurezza, il capo della Polizia. Lui sa perfettamente che, per ipotizzare la commissione di un reato e quindi l’iscrizione nel registro degli indagati, servono tre elementi: un fatto concreto, la volontà di compiere quel fatto o la colpa, la negligenza, e l’assenza di cause di giustificazione, che sono le cause oggettive di esclusione del reato che possono essere sia per operatori delle forze di polizia ma anche per cittadini. Quindi siamo nella adempimento del dovere, l’uso legittimo delle armi, l’esercizio del diritto, lo stato di necessità, la legittima difesa. Non solo – ha aggiunto Tonelli – gli uomini in divisa, i suoi ex uomini, l’ordinamento prevede che debbano intervenire. Il comportamento che viene tenuto dagli operatori, come nel caso di Rogoredo oppure a Villa Verucchio, è obbligatorio da parte loro e la prassi infausta che si è consolidata nelle azioni della magistratura e che va sotto il nome di ‘atto dovuto’ è una prassi assolutamente irregolare rispetto a quello che prevede l’ordinamento perché non viene mai fatto il filtro della mancanza delle cause oggettive di esclusione del reato, ossia dell’anti giuridicità e nel caso degli operatori di polizia addirittura della doverosità del comportamento”.
Dura la posizione del Segretario Provinciale del SAP di L’Aquila, Claudia Pace, sugli scontri avvenuti a Torino e sulle ricostruzioni mediatiche diffuse in alcune trasmissioni televisive. «Sono analisi inaccettabili e profondamente fuorvianti che travisano i fatti, delegittimano le forze di polizia e finiscono per alimentare un clima pericoloso». Pace sottolinea che quanto accaduto non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare ma rappresenta una vera aggressione organizzata ai danni degli operatori impegnati nell’ordine pubblico. Le immagini, evidenzia la Segretaria Provinciale, sono inequivocabili e non lasciano spazio a giustificazioni. Viene ribadita piena solidarietà ai colleghi feriti, oltre cento operatori coinvolti, con un pensiero particolare ad Alessandro Calista e Francesco Rosella. «Pretendere che la polizia subisca passivamente gli attacchi è irresponsabile e mette a rischio vite umane: servono tutele concrete e non narrazioni che legittimano la violenza».
La Segreteria Generale del SAP ha scritto al Ministero dell’Interno – Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Ufficio V – Relazioni Sindacali della Polizia di Stato, per denunciare il mancato pagamento dell’indennità di vigilanza scalo agli operatori della Polizia Ferroviaria, non liquidata ormai da oltre un anno. Il Segretario Generale Stefano Paoloni ha evidenziato come tale inadempienza rappresenti una grave violazione della convenzione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che prevede il riconoscimento dell’indennità per il personale impiegato nei servizi di vigilanza e nelle sale operative. Il protrarsi dei ritardi, sottolinea il SAP, sta causando un serio danno economico ai colleghi e rischia di aprire nuovi contenziosi. Per questo è stato chiesto un intervento immediato e chiarimenti sulle cause del blocco dei pagamenti. La richiesta ufficiale inviata al Ministero è consultabile al link sottostante