Per uno Stato di diritto forte e vicino ai cittadini è fondamentale restituire centralità al ruolo della polizia. A portare questo messaggio al Parlamento Europeo è stato Massimo Denarier, Presidente del CESP (Consiglio Europeo dei Sindacati di Polizia) e da oltre 30 anni dirigente sindacale del SAP in servizio ad Aosta.
In occasione dell’incontro “Prima dei confini e dei campi di battaglia: come la polizia è fondamentale per la sicurezza dell’Europa” – organizzato e presieduto da parlamentari impegnati nell’Intergruppo di lavoro per la Polizia e dal Commissario europeo per gli affari interni e l’immigrazione, Magnus Brunner – Denarier ha portato all’attenzione tre tematiche fondamentali tanto per il CESP (il più vecchio sindacato dei poliziotti europei, dal 1991 ufficialmente riconosciuto dal Consiglio d’Europa come Organizzazione non governativa con status consultivo) quanto per il SAP.
“La tutela dei diritti dei cittadini – ha spiegato Denarier – passa, inevitabilmente, dalla tutela di chi quei diritti li difende ogni giorno: le donne e gli uomini in uniforme. Se vogliamo uno Stato di diritto forte, credibile e vicino ai cittadini, dobbiamo restituire centralità al ruolo della polizia. Questo significa tre cose molto concrete. La prima: garantire strumenti adeguati e moderni – come bodycam e taser – che tutelano sia gli operatori sia i cittadini, assicurando trasparenza, proporzionalità e responsabilità. La seconda: rafforzare le tutele normative per gli agenti che operano in contesti ad alto rischio, affinché non siano lasciati soli quando intervengono per proteggere la collettività. Perché oggi, i poliziotti non hanno paura di intervenire nel corso di una rapina, hanno paura di essere falsamente denunciati o che qualcuno li filmi durante un arresto, con un telefono cellulare, e che il video sia pubblicato sui social con manipolazioni del contenuto e ciò scateni rispettivamente un calvario processuale oppure una gogna mediatica”.
La terza, concluso Denarier, “riconoscere pienamente i diritti sindacali e previdenziali, perché non può esserci sicurezza pubblica senza sicurezza per chi la garantisce, senza dimenticare anche i rischi psicologici a cui sono sottoposti durante i loro interventi. Per questo è fondamentale sostenere la proposta di atto legislativo dell’Unione presentata lo scorso anno per il riconoscimento, a livello europeo, della professione di operatore di polizia come professione ad alto rischio. Non chiediamo privilegi. Chiediamo equilibrio. Non chiediamo impunità. Chiediamo strumenti, tutele e dignità professionale. Difendere chi difende i diritti significa rafforzare l’Europa dei diritti”.







