La Questura di Potenza è ormai arrivata al limite. La gestione del C.P.R. di Palazzo San Gervasio, struttura tra le più grandi d’Italia per numero di ospiti, sta scaricando un peso operativo sempre più insostenibile su un organico già fortemente carente. Una situazione che ha spinto il SAP, unitamente ad altre sigle sindacali, a fare fronte comune e a chiedere un intervento urgente al Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Al centro della mobilitazione c’è anche il Segretario Provinciale del SAP di Potenza Angelo Di Pierri, impegnato nel rappresentare le difficoltà quotidiane vissute dai colleghi. Turni massacranti, ferie e riposi messi in discussione e uffici progressivamente svuotati per garantire i servizi collegati al C.P.R. stanno mettendo a dura prova l’intero sistema.
«Non possiamo più considerare questa situazione come una semplice emergenza temporanea. La Questura di Potenza ha bisogno di personale e di risposte strutturali: non è accettabile che siano ancora una volta i poliziotti a pagare il prezzo di scelte organizzative che hanno lasciato il territorio senza adeguate risorse», sottolinea Di Pierri.
La riduzione, fino all’azzeramento, delle aggregazioni di ispettori e funzionari ha infatti trasferito sulla Questura lucana un carico operativo enorme. Immigrazione, Passaporti, Denunce, DIGOS, Ufficio Tecnico Logistico e Squadra Mobile sono costretti a fare i conti con una continua redistribuzione delle risorse.
Il SAP, insieme alle altre organizzazioni sindacali, chiede quindi un intervento immediato del Dipartimento, il ripristino dei contingenti aggregati e una soluzione strutturale per la gestione del C.P.R. di Palazzo San Gervasio. Per Di Pierri, la priorità è una sola: garantire condizioni di lavoro dignitose ai poliziotti e, allo stesso tempo, assicurare ai cittadini un adeguato livello di sicurezza.



