Il tema della sospensione di Schengen continua a dividere il mondo sindacale della Polizia di Stato, con valutazioni differenti sull’impatto operativo delle misure di controllo ai confini e sul rafforzamento dei presidi di frontiera. In Friuli Venezia Giulia il dibattito è particolarmente acceso, anche alla luce della pressione migratoria e delle attività di retrovalico.
Il Segretario Regionale del SAP FVG, Lorenzo Tamaro, evidenzia un dato operativo che, secondo l’organizzazione sindacale, rappresenta un elemento significativo di valutazione: «Bene, diminuiti i rintracci». Un’affermazione che il SAP inquadra in una lettura complessiva del dispositivo di sicurezza, collegata all’efficacia dei controlli e alla riorganizzazione delle attività di vigilanza sul territorio di confine.
Tamaro sottolinea infatti come la riduzione dei rintracci e l’aumento degli arresti di passeur vadano interpretati all’interno di una strategia di controllo più ampia, che coinvolge risorse e costi complessivi del sistema sicurezza. In questa prospettiva, il SAP richiama la necessità di valutare l’intero quadro operativo, compreso l’impatto economico delle misure in atto e il confronto con i fenomeni legati all’immigrazione irregolare.
Sul piano del dispositivo di frontiera, il Segretario Regionale evidenzia inoltre come le attività di presidio non siano venute meno, ma anzi siano state rimodulate per garantire una maggiore efficacia dei controlli nei punti sensibili e nelle aree secondarie. Una scelta che, secondo il SAP, consente di ottimizzare l’impiego delle specialità e di mantenere alta l’attenzione sui flussi transfrontalieri.
Il SAP FVG, per il tramite del suo Segretario Tamaro, ribadisce la propria linea improntata al pragmatismo operativo e alla valutazione dei risultati sul campo, con l’obiettivo di garantire efficienza, sicurezza e adeguata distribuzione delle risorse sul territorio regionale.


