Nella mattinata odierna, in via Panisperna a Roma, presso l’Ufficio Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia, si è tenuto l’esame congiunto sullo schema di Decreto recante disposizioni concernenti “Attivazione delle Commissioni mediche dell’Amministrazione di Pubblica Sicurezza”, fra una delegazione del Dipartimento di P.S., presieduta dal Prefetto Mannella, e le Organizzazioni Sindacali.
Il Direttore Centrale di Sanità, dott.ssa Moschella, ha illustrato il progetto di aprire la Commissione medica A.P.S. di Roma internamente allo stabile ove è allocata la Direzione succitata; a tale scopo sarebbero già stati individuati il Presidente e i medici componenti della Commissione, nonché il personale dedicato agli oneri amministrativi. Tale istituzione, unitamente al piano di recupero realizzato con l’invio di diversi medici in CMO dedicati solo all’evasione dell’arretrato, si prevede porterà al raggiungimento nel breve di un livello di ritardo fisiologico e sostenibile.
In premessa, abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni circa la mole di pratiche arretrate (riconoscimenti di dipendenza da causa di servizio, pensioni privilegiate e istanze di equo indennizzo) che, nell’impossibilità di essere evase in tempi ragionevoli, incidono negativamente sulle finanze di migliaia di Poliziotti e delle loro famiglie, soprattutto nei casi di prematura scomparsa dell’avente diritto.
A distanza di tre anni dall’apertura a Napoli e Firenze delle Commissioni mediche A.P.S., si può affermare che, al netto di alcune fisiologiche criticità di avvio, si è concretamente decongestionato il lavoro sulle Commissioni Mediche Ospedaliere dei Dipartimenti militari.
All’epoca, in occasione del primo esame congiunto sulla materia de quo, manifestammo il nostro pieno sostegno al progetto, ed anche in questa occasione abbiamo manifestato il nostro convinto assenso sulla progettualità di aprire una Commissione medica A.P.S. nella città di Roma che, per competenza territoriale, andrà ad incidere su tutte le province della regione Lazio.
Inoltre, in quel tempo, fu espressamente richiesta la modifica dell’art. 4 comma 1 dello schema di decreto affinché fosse chiaro che le pratiche per le quali si era già proceduto con l’invito del collega interessato rimanessero nelle CMO, mentre per le altre la trattazione fosse demandata alle costituende Commissioni mediche APS: modifica effettivamente recepita in corso di perfezionamento del decreto.
Purtroppo, sono state riscontrate alcune criticità circa la trattazione delle pratiche arretrate in quanto, né a Napoli né a Firenze, sembra essere stato applicato il criterio di evadere le istanze più datate rispetto a quelle generate posteriormente alla creazione delle due Commissioni mediche A.P.S., così generando inaccettabili sperequazioni fra gli interessati.
Anche in questa occasione abbiamo ribadito l’auspicio di vedere le aperture di ulteriori Commissioni mediche A.P.S. sul territorio, purché siano destinate adeguate risorse umane, finanziarie e materiali/strumentali e previa individuazione di locali idonei, ad iniziare da quei capoluoghi che già sarebbero in grado di assicurare la piena operatività, come Palermo ad esempio.
Il tavolo ha unanimemente richiesto un significativo rinforzo di personale in capo all’ufficio VII Pensioni e previdenza presso la Direzione Centrale per i servizi di Ragioneria, dove tutte le istanze elaborate confluiscono e si concretizzano positivamente a favore dei colleghi. Nel contesto emergenziale che è emerso nelle fasi dell’incontro, il S.A.P. ha suggerito di individuare, allo scopo, personale della Polizia di Stato.
Si resta in attesa dello schema riveduto alla luce delle osservazioni prodotte e del testo della convenzione fra il Dipartimento della P.S. e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco per l’istituzione delle Commissioni in argomento.