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No Tav a processo

Dal Flash n.28 del 9 luglio 2012
E’ iniziato a Torino il processo ai No Tav imputati di gravi reati contro le Forze di Polizia, reati commessi il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno.
Il Sindacato Autonomo di Polizia ha depositato l’atto di costituzione di parte civile ed è doveroso ringraziare gli avvocati Piefranco Bertolino e Alfredo Caviglione per la professionalità, l’impegno e anche il coraggio dimostrati.
Come si ricorderà, si tratta di una decisione che ho annunciato lo scorso anno proprio a Torino, durante una conferenza stampa organizzata dal SAP all'indomani delle violenze commesse in Valdisusa che portarono al ferimento di 200 colleghi.
La nostra azione, naturalmente, si unisce alle singole richieste di risarcimento danni dei Poliziotti feriti che stiamo seguendo e portando avanti per quel che riguarda gli iscritti al SAP.
Si tratta di un processo certamente delicato che deve servire però a fare giustizia e a dimostrare – se mai ve ne fosse bisogno in un momento storico in cui qualcuno, strumentalmente, tenta di mischiare le carte – chi sono i buoni e chi sono i cattivi, chi sono cioè coloro che rappresentano lo Stato e stanno dalla parte della giustizia e della legalità, distinti e contrapposti senza possibilità di confusione rispetto a chi promuove violenze e devastazioni.
I fatti emersi dalle carte processuali sono di una gravità inaudita e ce lo ricorda il professor Carlo Federico Grosso, ordinario di diritto penale all’Università del capoluogo piemontese, in un bell’articolo apparso sulla stampa in questi giorni: lancio di pietre, massi, bombe carta, razzi, estintori e altri oggetti contundenti contro le Forze dell’Ordine; riversamento sui mezzi d’opera di liquido infiammabile e ammoniaca, con evidente creazione di una situazione di pericolo per l’incolumità delle maestranze e delle donne e degli uomini della Polizia di Stato; meticolosa organizzazione degli attacchi da parte di gruppi che uscivano a turno dalla boscaglia per attaccare le posizioni difese dalle Forze di Polizia; centinaia di persone che agivano “previo concerto” (cioè dopo essersi accordate nell’esecuzione di un piano prestabilito) e “travisate” (con caschi, cappucci, maschere antigas); centinaia di Agenti feriti e contusi.
Un quadro di violenza criminale inaccettabile in uno Stato che ancora voglia definirsi “di diritto”.
Le indagini portate avanti dalla Digos, dalla Squadra Mobile e dalla Procura della Repubblica di Torino sono state lunghe e meticolose e hanno permesso di individuare oltre una quarantina di soggetti (senza contare le centinaia di impuniti) che sono accusati dei reati anzidetti.
Adesso è ora di fare giustizia.
Orgogliosi di essere SAP!